Lo spettacolo
Sizwe Banzi est mort è il secondo spettacolo di una trilogia di "Statement plays" (di cui fanno parte anche Le costume e Terno Boka) creati dal drammaturgo sudafricano bianco Athol Fugard insieme agli attori John Kani e Winston Ntshona. I tre spettacoli appartengono al filone dei cosidetti "Township plays" (1958-1973), un vero e proprio genere drammaturgico, che ha preso le mosse dalle vicende quotidiane delle comunità nere urbane del Sud Africa. Creato a partire da esperienze reali, lo spettacolo si apre con il monologo di Styles che racconta la propria storia di operaio presso una filiale della Ford, costretto ad accettare una situazione di continua sudditanza verso padroni bianchi e ad inventarsi una rispettabilità di facciata per non essere 'colto in fallo', e 'essere uomo', cioè sfamare la propria famiglia.
I suoi sogni di indipendenza lo conducono ad acquistare una bottega di fotografo presso la quale, secondo lui, i clienti possono vedere i propri sogni realizzarsi per alcuni istanti.
E' qui che Robert, alias Sizwe Banzi, altro eroe di questa storia, chiede di essere ritratto.
Nel Sud Africa dell’epoca dell’apartheid, Sizwe Banzi fa parte dell’immensa massa dei poveri reietti. In tasca, quello che l’ipocrita burocrazia chiama « lasciapassare », un documento discriminatorio che, se mai valido, dovrebbe consentirgli di trovare un lavoro a New Brighton, township di Port Elisabeth.
Perennemente a rischio di essere rispedito alla sua provincia natale, mentre una sera passeggia con il suo nuovo amico Bunti, il destino pone un cadavere sul suo cammino. Frugando nelle tasche del pover uomo, Sizwe scopre che si chiamava Robert Zwelinzima e che aveva tutti i documenti in regola...
Nato nelle strade, questo tipo di teatro, si riappropria della vita attraverso la narrazione, caratterizzata da uno humor feroce, crudele che riflette le dolorose disavventure che accendono la vita quotidiana. Il teatro delle “townships” rivela, prima di tutto, una necessità: testimoniare, attraverso le parole e le risa, le umiliazioni e le molestie perpetrate dai ‘Bianchi’ sui ‘Neri’.