La signora Margherita
La signora Margherita
note di regia
La signora Margherita è una buffa professoressa di prima media inferiore, una donna che entra in contatto con i giovani per insegnare loro a vivere, a diventare adulti il prima possibile. Il mondo in cui gli uomini nascono, crescono e provano disperatamente a realizzarsi è un luogo ostico e avaro di felicità, dove bisogna imparare a difendersi per sopravvivere, e la bizzarra signora Margherita è assolutamente cosciente di essere il faro delle menti malleabili che si affacciano alla vita, colei alla quale bisogna aggrapparsi per imparare a destreggiarsi tra le avversità dell’esistenza.
Al primo giorno di scuola non si può essere troppo duri con gli allievi ma è necessario gettare le basi della disciplina perchè il resto dell’anno scolastico non assuma sfumature anarchiche: ecco che appare il vero volto della signora Margherita, un volto che ha la fisionomia del potere e lo sguardo astuto di chi sa come ottenere quello che vuole, che usa le parole della coercizione, che misura brillantemente ironia e costrizione per dare risalto a facili sentimenti che limitano il pensiero individuale. La signora Margherita è il potere, è lo strumento del potere, è una vittima del potere che l’ha plasmata a sua immagine e somiglianza, è una esilarante maschera d’arcigno e folle tiranno, abbruttito demiurgo della conoscenza superficiale e ingannatrice che sfoga sugli impotenti la propria mania di grandezza. Di qualsiasi ruolo s’investa la signora Margherita, insegnante più per caso che per aspirazione, nessuno potrà spodestarla perché nessuno osa o può mettere in discussione ciò che viene dato per certo, e dietro una risata, la più grande espressione di libertà di una società, può nascondersi la più astuta forma di repressione di quella stessa società.
Emiliano Bulgaria