RUSCO
11 NOVEMBRE, ORE 21 ARENA DEL SOLE - SALA GRANDE
Arte e Salute Onlus Gruppo Hera
presentano
R U S C O
De Rerum Natura
Commedia filosofica da Lucrezio
testo e regia Gabriele Tesauri
scene Matteo Soltanto
luci Francesca Zarpellon
musiche Alfredo De Vincentiis
Interpreti
In teatro
Fabrizio, custode del teatro Fabio Molinari
Bobby, orso di peluche Alessandro Calabrò
L’islandese, vagabondo Camillo Grandi
La Natura Cristina Nuvoli
Madama Scienza Mara Di Maio
Amore Deborah Quintavalle
La squadra Hera
Ingegner Riccò, dirigente Luca Formica
Elviro, caposquadra Lucio Polazzi
Tony, operatore Roberto Risi
Armando, operatore Mirco Nanni
Carmelo, operatore Nicola Ingoglia
Giulia, operatrice Giorgia Bolognini
con la collaborazione di
NUOVA SCENA – ARENA DEL SOLE- TEATRO STABILE DI BOLOGNA
REGIONE EMILIA ROMAGNA
AZIENDA UNITÀ SANITARIA LOCALE DI BOLOGNA
Note di regia
di Gabriele Tesauri
Lo spettacolo è frutto della collaborazione tra l’Associazione Arte e Salute Onls e il Gruppo Hera nata nel biennio 2007-2008 con il progetto di residenza “Arte e Salute nell’Arena del Sole” e sviluppata dalla volontà della nostra compagnia di occuparsi di tematiche legate all’ambiente.
Per prima cosa abbiamo deciso di conoscere meglio le attività del gruppo Hera: alcuni dei nostri attori si sono trasformati in reporter e hanno visitato diversi impianti nella provincia di Bologna.
Durante questa ricognizione, anche grazie alla disponibilità dei responsabili Hera che ci hanno accolto nei vari siti, sono state raccolte molte informazioni, successivamente condivise con il resto della compagnia.
Il passo successivo è stato scegliere, tra i tanti temi suscitati da questa indagine, quello che più ci appassionava.
La scelta è caduta sul tema del riciclaggio dei rifiuti: in particolare abbiamo voluto approfondire il significato del processo che porta un oggetto di uso comune, una volta scartato perché sembra aver perso la sua funzione su questo mondo, a non diventare automaticamente un rifiuto, ma ritornare, attraverso un percorso di trasformazione, a essere un oggetto utile.
Spostando questo concetto sugli uomini o sulle idee la nostra compagnia, grazie a quella sensibilità che la caratterizza e che va oltre le parole, ho iniziato a sentire che c'erano delle affinità tra il mondo delle cose e il mondo degli umani.
A quel punto ho proposto come ulteriore tema di riflessione alla compagnia il “De rerum natura” di Lucrezio, un poema latino in cui l'autore si proponeva di spiegare ai suoi contemporanei la filosofia di Epicuro.
Anche quel filosofo greco ipotizzava 2300 anni fa: “Nessuna cosa nasce dal nulla, per creazione divina. La paura si impadronisce degli uomini perché essi vedono accadere sulla terra molte cose delle quali non riescono a cogliere la causa e quindi la attribuiscono a una divinità. Solo quando avremo capito che nulla può essere creato dal nulla, scorgeremo con maggiore chiarezza la direzione da seguire, e quindi la giusta spiegazione dell’origine delle cose.”
Le idee di Epicuro, tradotte dalla poesia di Lucrezio e da quella di Leopardi, le abbiamo messe in scena come fossero piccoli monologhi ossessivi dei nostri personaggi e ci siamo accorti della necessità di queste parole. Sono parole che confortano. Un po' di sconforto nasce dal fatto sono state pronunciate più di duemila anni fa. Duemila anni sono tanti, eppure l'uomo non ha fatto progressi nella capacità di affrontare le sue paure. Siamo sempre lì, animali spaventati. E l'unica soluzione che ci propone Epicuro è la conoscenza. Si ha paura di ciò che non si conosce. L'ignoranza genera paura e quindi dolore. Il conforto della conoscenza è freddo, non è consolatorio. Non passa attraverso la pancia, ma nel momento in cui lo si comprende attraversa come un brivido la schiena.
Così è nato RUSCO: come in un gioco di perle di vetro siamo partiti da un sacchetto di pattume e ci siamo ritrovati a ragionare della vita.