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05/01/2009

Marlene Kuntz all'Arena

lunedì 9 febbraio
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12/12/2008

I Menu Natalizi dell'Arena

Le ricette dei protagonisti del Dopoteatro con gli Chef
per il tuo menu natalizio

10/11/2008

Laboratorio di scrittura Narrativa

Trame di Carta:
20, 21, 22 febbraio e 13, 14, 15 marzo
Laboratorio di scrittura condotto da
Grazia Verasani

16/10/2008

Laboratorio di dizione e lettura espressiva

Saperlo dire:
dal 18/02 all' 1/04/2009
laboratorio condotto da Alessandra Frabetti
aperte le iscrizioni



lo spettacolo

Morandi divide
Chi lo ama lo considera il più grande pittore italiano del 900, lo ritiene indispensabile per l’apparizione dell’astratto, dell’informale, del pop, dell’arte povera. Lo ritiene ispiratore di architetti, di registi cinematografici, di fotografi, della grafica in ogni sua applicazione. Chi lo ama lo idolatra, ne fa un monaco schivo, gentile, riservato, un filosofo zen che scrive con pennelli, inchiostri e acque colorate, trattati sulla percezione. Un sensibile alla luce, che concentra su pochi oggetti quotidiani le infinite variazioni della rappresentazione del mondo.
Chi lo detesta lo descrive come ostile, furbo, scostante, triste e distruttivo, povero di fantasia e ancor più di sentimenti, ultimo figurativo reazionario in un mondo che sovvertiva tutti i canoni della pittura e dell’immaginario.

Morandi nasce con il cinema, ma non va a vederlo, se lo fa raccontare. Nasce con la fotografia, ma rifiuta di posare per Cartier Bresson, perché gli fa perder tempo. Lui deve occuparsi dei suoi paesaggi a Grizzana, del suo cortile in via Fondazza, dei suoi oggetti, bottiglie, barattoli, tazze, teiere, utensili quotidiani, scelti con cura per la loro forma armonica o per il loro squilibrio. Gli oggetti li sceglie, li dispone, li sposta, li trucca come un regista con gli attori, sul palcoscenico del suo studio/camera da letto.
Gli oggetti: perché dopo aver detronizzato il sacro e l’umano nella rappresentazione della realtà, gli oggetti sono ora, la sola cosmogonia riconoscibile da tutti. E Morandi sceglie gli oggetti più consueti, la cui forma ha traversato secoli.

Morandi in scena non c’è. C’è lo spazio bianco in cui le sorelle Anna, Dina, Maria Teresa ritrovano e raccontano la vita in via Fondazza, a Bologna, dove con il fratello hanno sempre vissuto. Sulle pareti di questo spazio affiorano le prove di colore, la ricerca delle forme, gli equilibri e le esplosioni del lavoro di Morandi.
Fino all’ultimo quadro, fino alla morte. Fine della ripetizione.

Marinella Manicardi

I prossimi eventi

 

30 dicembre - 18 gennaio
Sala Grande 

Vita e miracoli di un commesso viaggiatore

con Vito
 

14 - 26 gennaio
Teatro delle Moline

Morandi

regia di Marinella Manicardi
 

22 - 25 gennaio
Sala Grande 

Oylem Goylem

di e con Moni Ovadia
 

27 - 29 gennaio 
Sala InterAction 

Uno scultore

regia di Fulvio Ianneo
 

30 gennaio - 2 febbraio
Teatro delle Moline

Fando y Lis, caduta dall'orizzonte

di Fernando Arrabal
 

29 gennaio - 1 febbraio
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