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Edipo - lo spettacolo
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News
19/07/2010
PRESENTAZIONE STAGIONE 2010/11
Stagione del
BICENTENARIO
ARENA DEL SOLE
(1810 - 2010)
lo spettacolo
Edipo è la nuova tappa di “Arte e Salute nell’Arena del Sole”, il progetto che ha permesso alla compagnia di pazienti psichiatrici di avere residenza all’interno del Teatro Stabile della città. Il progetto, diretto da Nanni Garella, è il risultato di numerosi, proficui anni di collaborazione tra l’Associazione Arte e Salute e Nuova Scena, consolidato in un percorso di sperimentazione di un modello operativo inconsueto e innovativo, che coniuga un importante teatro nazionale e una realtà artistica nata nell’ambito del disagio e dell’esclusione sociale.
Appunti di Nanni Garella
(...)
Edipo non ha il complesso di Edipo. Non è facile liberare Edipo dai depositi freudiani e dalla cultura psicoanalitica del novecento. Ma è quello che cercheremo di fare con la trascrizione teatrale della sceneggiatura del film di Pier Paolo Pasolini.
(...)
Sembra un paradosso dire questo mentre si affronta il topos psicanalitico per eccellenza, con gli attori più edipici possibili. Eppure, sgombrando il campo dalle incrostazioni della cultura borghese, e lasciandosi guidare dalla asciuttezza popolare del racconto di Pasolini, si arriva spediti al cuore del problema - che non è un viaggio nell’inconscio, ma una consapevole e testarda ricerca della verità.
(...)
Quando ho annunciato che avrei utilizzato la sceneggiatura di Pasolini, in molti mi hanno detto: «perché non la tragedia di Sofocle il cui testo è molto più bello?» Pasolini narra tutta la storia del mito, non solo il suo epilogo tragico, come in Sofocle. Per questo il pubblico conoscerà in anticipo la peripezia dell’eroe, e potrà prendere parte, come il pubblico della tragedia antica, con cognizione di causa, allo sviluppo della vicenda - ora con orrore, ora con commozione, ora con pietà per il tragico destino di Edipo.
(...)
Dov’è nato Edipo? Dov’è finito Edipo? In quale quartiere, di quale città trascina i suoi occhi spenti? Vive accanto a noi, in una periferia, o in un ospizio, o in un lager? Ha una casa? Ha dei diritti? O è solo un disadattato sociale, un re spodestato, il padre di una famiglia dispersa? Ed è un padre o soltanto un figlio?
(…)
Il prologo e l’epilogo della sceneggiatura di Pasolini ci riportano a vicende vicine, a noi quasi contemporanee, fanno balzare ai nostri occhi una attualità ingombrante del mito, come un fardello umano di cui è difficile sbarazzarsi… ma il bello di un mito è che resta intatto nella sua purezza di racconto poetico, al di là delle interpretazioni, delle riscritture, delle attualizzazioni.
(…)
Nell’abisso che ci separa dalla verità della nostra esistenza umana, Edipo ci ammonisce dal profondo delle sue orbite vuote, ci spinge a fare uno sforzo di chiarezza, a fare luce nel profondo dell’anima, oltre le ingannevoli apparenze della materialità della vita.
I prossimi spettacoli
14 settembre
Serata Spettacolo
Presentazione Stagione 2010-11
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