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Boris Godunov - presentazione

BORIS GODUNOV: una presentazione

Durante l'esecuzione di Boris Godunov, una versione aggiornata del dramma di Alexander Pushkin, un gruppo di terroristi irrompe nel teatro tenendo il pubblico, gli attori e il personale come ostaggi.
E' questo il punto d'inizio del nuovo spettacolo proposto da La Fura dels Baus.
Lo spettacolo è ispirato alla presa di ostaggi al Teatro Dubrovka di Mosca durante il musical Nord-Ost nel 2002. La versione di Boris Godunov de La Fura dels Baus non pretende di essere una riflessione politica o sociologica sul fenomeno del terrorismo. Il suo obiettivo è di immergere il pubblico in un'esperienza estrema. Riportare alla luce la funzione catartica del teatro e permettere al pubblico di vivere la terribile esperienza di una delle principali paure dell'era contemporanea: il terrorismo.

Con questo Boris Godunov, la Fura dels Baus mette in opera un nuova forma spettacolare che si potrebbe chiamare “docu-drama” (documento - dramma teatrale - sceneggiato), l’esplorazione di un fatto storico attraverso i lati più oscuri della vicenda come le motivazioni dei terroristi, le discussioni ufficiali tra i governanti in carica per risolvere la crisi, la tensione tra gli ostaggi e i terroristi, senza però venire meno alla sua natura e alla costruzione di uno spettacolo capace di coinvolgere su più fronti gli spettatori e di provocare tensioni e paure.


“Per comprendere i tempi moderni dobbiamo comprendere le nostre paure. Siamo figli e allo stesso tempo schiavi delle nostre paure. Il terrorismo non è più un’eco lontano proveniente da paesi in conflitto (Algeria, Egitto, Indonesia, Cecenia…) ma è diventato una presenza anche all'interno della società del benessere.
Abbiamo scoperto che il nostro benessere si basa sulla sofferenza di milioni di persone, che hanno deciso di usare la violenza contro di noi. Non contro i nostri politici o le nostre istituzioni, ma contro ciascuno di noi. Gli attacchi terroristici a New York, Londra e Madrid hanno dimostrato che siamo tutti potenziali vittime.

Non si tratterà di analizzare le cause del terrorismo, molteplici e complesse come sono, ma di mostrare quanto il terrorismo abbia cambiato radicalmente la nostra visione del mondo.
Insicurezza, timore, diffidenza hanno preso il controllo delle nostre vite. E' così che viviamo in questo turbolento inizio del terzo millennio. Quando l'11 settembre 2001 l'attacco alle Torri Gemelle viene trasmesso in diretta tv, la nostra percezione collettiva della catastrofe raggiunge 180 gradi. Si tratta di una tragedia trasmessa in diretta, quasi trasformata in uno show, di fronte al quale è impossibile non rimanere impietriti. Vediamo gli aerei che si schiantano e immaginiamo come i passeggeri di quei voli abbiano vissuto quei momenti, come abbiano telefonato i loro cari quando hanno capito che sarebbero morti. E consideriamo più importante l'esperienza umana della catastrofe piuttosto che le sue ripercussioni storiche o politiche.

Vogliamo portare il pubblico in un teatro preso d'assalto e, senza specificare le ragioni o le richieste dei terroristi, mostrare al pubblico una parte di quell'orrore. Seguire le evoluzioni del negoziatore che cerca di mettere fine al sequestro, le dichiarazioni del Presidente del Governo in tv, le conversazioni dei terroristi, spesso irrilevanti o ordinarie.…
Boris Godunov è anche la storia di una sconfitta. Non la sconfitta dei terroristi, come vogliono le autorità, ma una miserabile e piccola sconfitta: una situazione di crisi risolta nel peggior modo possibile. Il disprezzo della vita umana per abbracciare interessi politici o religiosi.

Come al solito, coloro che determinano il destino delle vite in ostaggio sono persone molto lontane dal conflitto: codardi, visionari, ambiziosi. Che siano capi di Stato o importanti leader terroristici. Come succede in Boris Godunov, a volte il potere è corrotto, e l'opposizione a esso non è che l'altra faccia della stessa triste e amara medaglia.
Àlex Ollé
(Barcellona, 13 Aprile 2007)

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